lunedì 29 aprile 2013

La lotta dei colleghi de l’Hopital La Providence..un esempio di lotta sociosanitaria

perchè battersi per i propri diritti è un dovere, anche nel settore sociosanitario!


Le lavoratrici e i lavoratori dell’ Hôpital “La Providence” di Neuchatel si battono dallo scorso 26 novembre 2012 contro la scellerata politica del gruppo Genolier e del Consiglio di stato neocastellano che rifiutano di applicare il contratto collettivo di lavoro in vigore nel Cantone romando per oltre 5’200 dipendenti della sanità. Il 26 gennaio vi è stata una grande manifestazione di livello cantonale che ha portato in piazza migliaia di persone. A suon di galettes ed esami gratuiti della pressione arteriosa fuori dalla struttura ospedaliera, i lavoratori de La Providence hanno sensibilizzato la popolazione sulle scellerate scelte che si andavano a concretizzarsi. Per mesi, dopo che le negoziazioni non erano andate a buon fine, alcuni operatori hanno piantato le tende (nella maniera più letterale del termine) manifestando la loro rabbia e il loro disagio.

Negli interventi durante la manifestazione del 26 gennaio è emerso con forza il fatto che buone condizioni di impiego,basate su contratti collettivi di lavoro, sono un tassello irrinunciabile per mantenere una sanità e una socialità sicure e di alto livello al servizio della comunità. Le politiche promosse da Genolier, e appoggiate dagli ambienti economici che vedono nella sanità unicamente un redditizio business, vanno nella direzione di implementare sistemi sanitari a due velocità, con una forte pressione sulle condizioni di lavoro del personale tramite forme di deregolamentazione dei quadri contrattuali vigenti all’interno del settore sociosanitario. Questa situazione è un precedente pericolosissimo per l’intero settore nazionale.

Anche in Ticino il gruppo Genolier, proprietario delle cliniche Ars Medica e Sant’Anna, spinge nella direzione di introdurre sistemi salariali basati sulla meritocrazia.

Questa situazione è grave e bisogna essere pronti a battersi per cercare di contrastare questa politica che mette in concorrenza le lavoratrici ed i lavoratori con conseguenze nefaste sul clima interno di lavoro e sul concetto stesso di lavoro d’equipe.



Ai colleghi de l’Hôpital de la Providence va tutta la nostra solidarietà e il nostro sostegno per il proseguo delle loro rivendicazioni.



il primo maggio

il mio scritto come presidente della commissione del personale del mio posto di lavoro in occasione del primo maggio.

Care colleghe e cari colleghi,

L’anno appena trascorso ha visto il susseguirsi di avvenimenti che hanno toccato da vicino la realtà lavorativa del nostro Cantone, del settore sociosanitario e anche del nostro posto di lavoro. Non si possono dimenticare le agitazioni dello scorso autunno contro il taglio lineare del 2% sui salari, culminate nelle manifestazioni del 3 ottobre e del 5 dicembre. Inoltre abbiamo affrontato un difficile rinnovo del CCL, dove alcune categorie professionali hanno dovuto cedere qualcosa per poter garantire ad altre dei miglioramenti più che legittimi e giustificati. Il ritornello è sempre quello: “Non ci sono i soldi”. Il rischio di farsi la guerra tra poveri c’è stato, ma fortunatamente non si è concretizzato. Ancora una volta abbiamo dimostrato come i lavoratori del settore abbiano un maggior senso di responsabilità rispetto a chi il settore lo dirige . Seppur con qualche tappata di naso, possiamo ritenerci soddisfatti e fortunati ad avere un CCL come quello attuale, soprattutto nel quadro generale del momento politico ed economico che stiamo vivendo attorno a noi.
In questa giornata dedicata al lavoro e ai lavoratori è giusto fermarsi a riflettere su quale sia il limite fino a cui la nostra dignità professionale e umana può chinarsi alle esigenze di mercato, alle esigenze di servizio, alle esigenze di mandato. A quanto siamo disposti ancora a dare.
Il lavoro nobilita l’uomo, ma se le condizioni continuano a peggiorare e la pressione continua a salire bisogna essere pronti a trasformare la “nobilitazione del lavoro” in “mobilitazione”.
Il 1° Maggio è però anche un’occasione di solidarietà e festa. Di solidarietà ce ne vuole sempre e sempre di più, per sentirsi uniti e forti, insieme. Per continuare a festeggiare insieme il Primo Maggio, prima che la festa la facciano a noi!

venerdì 12 aprile 2013

Diminuire il moltiplicatore..il no di una pecora nera.

Con un po' di ritardo..ecco il mio ultimo intervento in Consiglio Comunale, contro una diminuzione del moltiplicatore che ben poco ha di lungimirante:

Mi permetto in questa sede di esporre gli argomenti che mi hanno portato a firmare con riserva il rapporto della commissione della gestione. Dopo attenta ponderazione e dopo aver esaminato attentamente tutti gli elementi e i dati in possesso, le perplessità si concentrano sulla proposta del Municipio di abbassare il moltiplicatore al 90%. Malgrado il risultato positivo conseguito nell’esercizio del 2011, con un avanzo di 55'000 fr, che probabilmente si bisserà anche nell’esercizio 2012, non ritengo opportuno né tanto meno lungimirante abbassare il moltiplicatore d’imposta per l’anno 2013. Le motivazioni di questa scelta sono le seguenti: 

- Considerazione dei rischi: Secondo questo preventivo, calcolato su un moltiplicatore di imposta al 90%, il risultato d’esercizio si fisserebbe con un utile di 1250.- . Tale calcolo, essendo solo un calcolo, non può prendere in considerazione i molteplici fattori esterni che possono condizionare l’andamento annuale delle finanze. Basta una manutenzione o un investimento non programmati, un’entrata non riscossa o qualsivoglia imprevisto che il risultato finale d’esercizio segnerà inevitabilmente segno negativo. Riteniamo quindi che l’ipotesi di un attivo d’esercizio di 1250.- sia un fragile specchietto per le allodole a cui chiediamo ai nostri colleghi di non abboccare. Invece un moltiplicatore al 95% permetterebbe nel 2013 un ammortamento del debito pubblico, abbassando l'attuale cifra che si aggira attorno ai CHF 2'800'00. Questo passo sarebbe importante per il futuro del nostro Comune.

  - Responsabilità e Solidarietà: La situazione finanziaria cantonale è critica e nel prossimo futuro le prospettive non lasciano sperare particolari miglioramenti. I comuni sono già sin d’ora chiamati alla cassa per contribuire al risanamento delle finanze pubbliche. Sebbene il 90%, per quanto scritto nel documento di preventivo, garantirebbe al comune di “sopportare” il contributo, il comune di Brusino non può guardare solo al suo orticello, ma avere una visione più ampia, sicuramente almeno per quanto riguarda l’ambito cantonale. Abbassare il moltiplicatore d’imposta in questo momento manda un messaggio di poca considerazione della situazione difficile del Cantone, tenendo tra l’altro conto che gli impiegati statali e gli enti parastatali sono stati chiamati a contribuire direttamente per risanare le finanze cantonali. Preferiamo poter garantire al comune finanze solide contribuendo allo stesso tempo al risanamento cantonale anche in futuro, piuttosto che abbassare il moltiplicatore e poi andare a lamentarsi del contributo richiesto da Bellinzona piangendo miseria. 

 - Dare un segnale: Non è certo abbassando il moltiplicatore in un momento fiscalmente difficile che si può dare un messaggio positivo ai contribuenti, rischiando di doverlo rialzare tra un paio di anni. Ci sarà chi avrà il coraggio di rialzare il moltiplicatore a ridosso delle elezioni? Una scelta quindi che sa più di un biscottino di stampo populista, una qualche promessa elettorale da mantenere, piuttosto che una presa di posizione ponderata di fronte alla reale situazione. Alcide de Gasperi (non certo un bolscevico) sosteneva che “un politico pensa alla prossima elezione, uno statista pensa alla prossima generazione”. Senza avere la presunzione di poterci definire statisti (ci vuole ben altro!), preferiamo avere finanze solide e sane da lasciare alle prossime generazioni che rischiare di sperperare in pochi anni il duro lavoro di risanamento che si sta perseguendo.  

Alla fine la votazione sulla diminuzione del moltiplicatore ha visto concludersi con 16 favorevoli, 1 astenuto e 1 contrario...indovinate chi? :-) che dire..morrò pecora nera!

lunedì 30 aprile 2012

Tra ballottaggi, minacce e scoop...poi ci perde il buon senso

Sono un abitante di Brusino Arsizio e ricopro da poco anche la carica di Consigliere comunale. Avrei voluto scrivere prima, tanto era la rabbia e lo sconcerto per quanto leggevo sulle pagine del CdT di questi ultimi giorni, ma per timore che ciò che avrei scritto sarebbe potuto essere usato a fini elettoralistici, ho considerato fosse buona cosa aspettare. A ballottaggi conclusi mi sento molto più libero di scrivere sulla vicenda accorsa a Brusino Arsizio, dove una lettera di minaccia con tanto di catalogo bare, ha raggiunto il Municipale Tita Bernasconi. Un fatto di per sé increscioso e che va senza dubbio denunciato. Il corollario che si è andato a crearsi attorno, i tempi e tutta una serie di informazioni arrivate ai giornali e ai media però, fanno si che questa vicenda sia ancora più deplorevole. Sul sito web del Corriere del Ticino la notizia della lettera di minaccia pervenuta al Sig.Bernasconi la si può leggere dalle 6.22 del 24 aprile 2012. Nulla di strano, se non che il 23 aprile, verso le 22 (ovvero 8 ore prima che comparisse la notizia) si chiudeva la prima seduta di Consiglio comunale a Brusino Arsizio. Come consigliere comunale io ero presente, cosi come il Sig.Bernasconi in veste di municipale. Non vi è stato, in tutto l’arco della serata, una sola parola in merito a questo grave fatto che, a rigor di logica, non può che essersi compiuto, al più tardi, nella giornata di lunedi 23. Il Sig.Bernasconi però non ha perso tempo nel comunicare il fattaccio ai giornali e ai media. Ritengo questo atteggiamento poco serio e irrispettoso verso le istituzioni comunali, che sarebbero a mio avviso, dovute essere avvisate, per lo meno dell’avvenuta divulgazione della notizia agli organi di stampa. Un fatto del genere, come quello avvenuto al Municipale Bernasconi, è del tutto personale ma cessa di essere tale allorquando lo si pubblicizza come è stato fatto, coinvolgendo tutta la comunità brusinense. A maggior ragione questo esercizio di trasparenza sarebbe stato opportuno nei confronti della Sig.ra Cristina Polli, che è venuta a conoscenza della querela da parte della Sig.ra Michaela Bernasconi sempre tramite il vostro giornale. Da segnalare che la Sig.ra Bernasconi è stata insignita, sempre la sera del 23 aprile, della carica di Presidente di Consiglio comunale. La neo presidente ha inaugurato la legislatura facendo un bel discorso sul mantenimento di un buon clima di lavoro e di una buona collaborazione tra le parti. Il giorno dopo tutti questi bei discorsi suonavano come parole vuote di fronte al comportamento tenuto dai coniugi Bernasconi di fronte alla consigliera Cristina Polli e a tutti i consiglieri comunali presenti quella sera. Personalmente va tutta la mia solidarietà a Cristina, rea soltanto di aver esercitato un suo diritto in ambito di politica comunale, presentando un’interpellanza. Spero che questo sia solo un passo falso dovuto alla frenesia elettorale e non un modus operandi che vedremo ripetersi nel corso della legislatura. Per quanto mi riguarda, non amo intervenire su queste vicende attraverso i media, ma non si può neanche sempre lasciare che quest’ultimi siano usati a fini personali senza che nessuno controbatta. La notizia a cui faccio riferimento

domenica 4 marzo 2012

Forum comunali dei giovani; i limiti vengono a galla

È di qualche giorno fa la notizia (CdT del 29.2.12) che nel comune di Coldrerio il proposito di istituire un Forum comunale dei giovani è miseramente fallito.
I giovani MPS si erano già occupati di questo tema e attraverso alcuni riflessioni avevano sollevato molteplici dubbi su come questo strumento potesse avvicinare i giovani alla politica.
Sin dall’inizio il progetto di Coldrerio ha avuto dei problemi. Il Comitato di giovani (che aveva il compito di organizzare e indire la sessione costitutiva del Forum) a un certo punto si è “un po’ perso per strada” come viene riportato nell’articolo del CdT. A questo punto, con il comitato che andava disgregandosi, sarebbe stato più logico e forse più istruttivo per i giovani stessi, far cadere il progetto. Invece il Municipio ha preso “in mano la situazione” sostituendosi al Comitato e ha spedito una novantina di lettere ai giovani del paese per invitarli a partecipare al Forum. Risultato? Una sola lettera rientrata.
“La risposta è stata veramente deludente” denuncia il municipale Massimo Tela. Si verifica cosi una delle dinamiche che il Gruppo Giovani MPS aveva ipotizzato già tempo fa: alla fine è sempre colpa giovani, che non sanno cogliere le opportunità offerte e si ritrovano ancora il dito puntato. Sul finire dell’articolo il giornalista si chiede come mai questo disinteresse da parte dei giovani. La risposta del Municipale Tela è che i giovani sono “troppo giovani” e che forse hanno già troppi impegni. Come gruppo Giovani MPS non possiamo che prendere le distanze da queste affermazioni. Anche all’interno del nostro gruppo c’è chi, oltre a conciliare scuola e sport, trova il tempo per impegnarsi politicamente, alcuni dei membri più “vecchi” lo fanno anche da oltre Cantone, dalle sedi Universitarie in cui studiano, oppure portando avanti la loro vita professionale. Siamo dell’idea che i giovani mantengano le distanze dalla politica istituzionale perché non vi si riconoscono. Ai giovani, con l’istituzione di questi forum, viene imposto il vecchio metodo senza dar loro la possibilità e la libertà di dar vita ad un nuovo sistema. Limitare le innovazioni, mantenere il controllo… facendo finta di far qualcosa per loro.
Oltretutto, a Coldrerio, esiste invece una bella realtà giovanile che è il Centro Giovani, uno dei migliori a livello distrettuale per partecipazione e propositività. I giovani hanno bisogno di spazi dove sperimentare la politica, plasmarla per renderla qualcosa che gli appartenga e non viceversa. La politica, intesa nel senso peggiore, ovvero istituzionale, ha la presunzione di plasmare i giovani a sua immagine. Cosa che i giovani, con una reazione assolutamente sana, rifiutano.
Per i Govani MPS ,la gioventù deve essere una componente e un soggetto attivo della società, con diritto di parteciparvi nei modi e tempi a lei più congeniali. La realtà giovanile deve essere parte integrante della vita politica, culturale e sociale e non è appiccicandogli addosso dei modelli precostituiti, o muovendosi in una logica dei “pro o contro i giovani” che si crea tutto questo.

martedì 28 febbraio 2012

nuove sfide in quel di Brusino!

Vivo a Brusino da quasi un anno, dopo aver vissuto per più di 20 anni a Balerna. Malgrado domiciliato relativamente da poco in paese ho deciso di mettermi a disposizione della comunità brusinense e candidarmi alle prossime elezioni comunali. Da una decina d’anni sono politicamente attivo e ho avuto la possibilità di far parte del Consiglio comunale di Balerna per la legislatura 2008-2012. Un’esperienza, quella di Balerna, vissuta intensamente, in cui ho imparato a districarmi tra i modi e i tempi della politica comunale. Da quel poco che ho potuto cogliere la realtà di Brusino è ben diversa, nulla a che vedere con la gestione di un comune suburbano di 3000 persone. La realtà di Brusino è la realtà del piccolo villaggio, dove tutti conoscono tutti ( o quasi) e tutti sanno tutto (o quasi). Io mi ritengo ancora fuori da questo giro di conoscenze, se qualcuno mi conosce è perché conoscono mia moglie o i suoi famigliari.
Questo mio non essere a pieno inserito nella realtà comunale, il mio non conoscere a fondo la storia del paese, le famiglie, i personaggi che lo abitano e le dinamiche che reggono questa realtà quanto possono giocarmi contro in vista di un’elezione?
Di primo acchito direi di essere un pesce fuor d’acqua, uno straniero venuto dalle terre del sud inconsapevole di ciò che sono i problemi e i temi che stanno a cuore ai brusinensi. Riflettendoci però ho molte più possibilità di andare ad affrontare a mente libera e senza pregiudizi i reali problemi della comunità. Non conoscendo l’istoriato ed essendo al di sopra di eventuali diatribe famigliari che si trascinano da anni ho molta più possibilità di muovermi in modo dinamico e innovativo per il bene di tutti, trovando più facilmente nuove soluzioni. Perché è questo, in sostanza, che un rappresentante della comunità deve fare: muoversi e attivarsi per il bene della comunità stessa. Per questo ho deciso di candidarmi e di mettermi già sin d’ora al servizio del mio nuovo paese di domicilio e della sua gente.
Le sfide che attendono Brusino nel prossimo quadriennio sono molte. Una su tutte è senz’altro il processo aggregativo, interrottosi bruscamente per cause meramente finanziarie più che per volontà di qualcuno. Un dibattito, quello sulle aggregazioni, che va tenuto aperto e vivo, dove Brusino non deve assumere il ruolo dell’elemosinante, ma invece di un partner attivo che sappia offrire ciò che ancora manca alla grande Mendrisio: turismo, luoghi verdi per svago, infrastrutture nautiche e un passaggio diretto verso la provincia di Varese.
Altra questione che, come neo genitore, non posso che avere a cuore, è la riapertura del complesso scolastico comunale. In questo ultimo periodo Brusino sta tornando a ripopolarsi di bambini e questo fa ben sperare per la riapertura a breve termine della scuola dell’infanzia. Ci vuole però la volontà politica per rimettere in attività un servizio cosi importante. Bisogna saper guardare al di là dei costi e delle cifre e aver ben presente che investire per un servizio per i nostri bambini e le nostre famiglie vuol dire investire nei bambini stessi e di conseguenza nel nostro futuro. Non investire nel futuro vuol dire condannare all’invecchiamento e alla conseguente morte il comune di Brusino. Bisognerà sin da subito attivarsi affinchè, non solo con i buoni propositi elettorali, ma con i fatti concreti, la scuola comunale possa riprendere vita e riassumere quel forte ruolo sociale che qualsiasi scuola ha all’interno di una comunità.
Altri temi che andranno seguiti e discussi attentamente vi sono ancora il proseguo dei lavori della fogna, la destinazione da dare al complesso Villa Patria, la gestione parsimoniosa del territorio di fronte al boom edilizio che si sta vivendo in quest’ultimo periodo ecc..
Tutte sfide che spero di poter affrontare, dando il mio contributo per il bene di tutti, senza la presunzione di fare il giusto, ma con l’intento di fare il meglio.

domenica 22 gennaio 2012

2008-2012: 4 anni in CC. Un saluto ai compagni balernitani

Ho scelto di far parte della lista di Balerna Futura quattro anni fa, perché convinto di poter dare il mio contributo alla vita pubblica del comune in cui ho vissuto per oltre vent’anni, su una lista che rispecchiava i miei ideali e i miei valori. La volontà popolare ha poi voluto che partecipassi attivamente alla vita politica, entrando a far parte del Consiglio comunale balernitano per la legislatura 2008-2012.
In questo quadriennio ho tentato di battermi per una Balerna progressista, per una politica comunale con un occhio di riguardo alla socialità, per una qualità di vita dei cittadini che fosse accessibile a tutti, senza privilegi. Districandomi tra i tempi e i modi della politica comunale, a me sino ad allora sconosciuti, mi sono impegnato a proporre soluzioni ai problemi quotidiani delle classi sociali più sensibili: famiglie, giovani, anziani. Tra queste ne cito alcune, quelle che, tra mozioni e interpellanze, hanno segnato questo mio cammino di 4 anni in Consiglio comunale.,
- Il raddoppio del contributo ai giovani in formazione per l’acquisto di un Abbonamento Arcobaleno
- Tariffe sui rifiuti particolareggiate per famiglie con neonati e anziani.
- Mozione per la creazione di un Centro giovanile e l’istituzione di un educatore di strada.
- Mozione per un concorso di idee per la riqualifica di Piazza Tarchini.

Non sono sempre state vittorie, anzi, la maggioranza borghese presente in Consiglio comunale e in Municipio ha sempre osteggiato queste proposte, proponendo il più delle volte una forza meramente numerica più che di argomenti. Dal canto mio ho sempre comunque fatto sentire la mia posizione e quella del gruppo PS sui più svariati argomenti, sollevando critiche e dubbi quando l’alleanza liberal-democratica creava una sorta di pensiero unico.
Quattro anni che sono stati intensi e arricchenti, un’esperienza di politica attiva e di vita che invito i più giovani a provare. Partecipazione: è questo il senso più profondo della politica progressista. Le esperienze recenti della Primavera Araba e dei movimenti degli Indignados hanno plasmato un nuovo modello di partecipazione alla politica, anche fuori dalle mura delle istituzioni. Sono pero anche convinto che un sistema lo si può cambiare e sovvertire soprattutto dal suo interno, utilizzando i suoi strumenti per portare avanti idee nuove. I miei quattro anni sono solo una goccia nel mare, un tentativo forse neanche pienamente riuscito, ma di cui vado orgoglioso, perchè cosciente, al di là dei risultati ottenuti, di aver dato il massimo. Cambiare un sistema fallimentare come quello capitalista è un obiettivo ambizioso e forse utopico, ma il sistema va cambiato e il Gruppo PS Balerna Futura lo sa bene.
È proprio grazie ai compagni di Balerna Futura che mi è stato possibile vivere questa nuova esperienza. PS Balerna Futura è, per ora, l’unico gruppo progressista presente sul territorio comunale, con dei valori socialisti da portare avanti. Mi è stata lasciata la libertà di sperimentare la politica e confrontarmi con essa. In questa legislatura mi son sempre sentito sostenuto dai compagni e sentivo che, quando prendevo la parola in Consiglio comunale, dietro me c’erano loro, a sostenere ogni mia parola.
Ora gli imprevedibili percorsi della vita mi hanno portato lontano da Balerna. Al gruppo PS Balerna Futura e a tutti compagni vanno i miei più cari ringraziamenti per questi quattro anni, ricordando loro che non siamo né parenti, né amici. Siamo compagni, e questo è un legame molto più forte e inscendibile. Le vostre lotte saranno sempre anche le mie lotte

lunedì 31 ottobre 2011

Giovani MPS contro i forum comunali dei giovani: il successo di Balerna

Sono un militante della prima ora del gruppo giovani MpS e ho la fortuna di essere stato, fino a pochi giorni fa, consigliere comunale nel mio ex Comune di domicilio: Balerna. Nella primavera scorsa, è arrivata sui banchi di vari consigli comunali del Mendrisiotto la proposta di istituire dei forum comunali dei giovani. La proposta, arrivata anche al Consiglio comunale di Balerna sotto forma di mozione, non sembra però rispecchiare i reali bisogni dei giovani. Con il gruppo giovani MPS si è discusso sin da subito della proposta di instituire un forum comunale dei giovani e sin da subito sono emersi molti dubbi sulla reale funzionalità del forum rispetto agli obiettivi che la mozione in questione promuove.
Seguendo le indicazioni di Infogiovani, il forum dovrebbe essere convocato da un comitato composto da giovani. Già qui i primi dubbi: Come si può comporre un comitato di giovani se non è dai giovani che parte la richiesta di instituire un forum? Inoltre con l’istituzione di un comitato si crea già una gerarchia tipica del sistema vigente che questi forum vogliono riprodurre.
Con questi forum, proposti in questo modo, i giovani sono invitati dalle autorità politiche a fare qualcosa che loro non hanno chiesto di fare. Se i giovani non dovessero rispondere positivamente al forum sarà sempre colpa loro, che non sanno cogliere le opportunità e avranno ancora il dito puntato. Uno strumento imbottito di sani principi che diventa trappola di controllo e distinzione tra chi parteciperà e chi no: pecore bianche e pecore nere,si torna sempre li.
Per la politica di stampo reazionario la politica è controllo. Per questo si ostacola la nascita dei centri giovanili. Il Centro non da quella possibilità concreta alle autorità politiche di influenzare e mediare le idee nuove e genuine dei giovani. Ai giovani si vuole imporre il vecchio sistema senza dar loro la possibilità e la libertà di dar vita ad un nuovo sistema.
Se invece la politica la intendiamo come partecipazione e non come strumento di controllo, i giovani hanno pieno diritto di cominciare a prendersi la responsabilità di informarsi ed esprimere la propria opinione, perché nella maggior parte dei casi le decisioni prese durante le votazioni federali o cantonali riguardano direttamente il loro futuro. Dobbiamo opporci all'idea che la politica si fa fare solo agli specialisti o in contesti costruiti ad hoc. La politica si fa dove si vive e dove si esprimono gli interessi vivi dei soggetti sociali: nelle scuole, sui luoghi di lavoro, nei quartieri, ecc. e non segue i calendari parlamentari o comunali, ma i ritmi della lotta di classe concreta.
La realtà giovanile dev’essere parte integrante della vita politica e non è appiccicandogli addosso dei modelli precostituiti che si crea tutto questo.

Le discussioni e le motivazioni del gruppo giovani MpS son state portate dal sottoscritto prima nel gruppo PS-Balerna Futura (unico gruppo progressista presente nel consesso balernitano, tra le cui file sono stato eletto consigliere comunale nel 2008) e una volta condivise, difese in Consiglio comunale durante la seduta del 24 ottobre 2011.
Sebbene la resistenza delle forze borghesi (PPD in in primis), la votazione si è conclusa con 8 voti favorevoli, 8 contrari e 8 astenuti (presenti 24 consiglieri comunali su 25) e quindi bocciata. In altri comuni, come Mendrisio, la mozione è riuscita a passare, sebbene di poco.
È buona cosa frenare questa fioritura d'istituzioni che hanno i soli scopi di cooptare i giovani in ambiti controllati dagli adulti e di scoraggiare altri livelli partecipativi. Quella del Forum comunale dei giovani di Balerna è una piccola vittoria che il gruppo giovani MpS porta a casa. Una vittoria figlia di idee dei giovani per i giovani, testimone che se i giovani si organizzano sanno ottenere risultati concreti.
Come gruppo Giovani MpS non possiamo che continuare a lottare e a stimolare l'autorganizzazione giovanile per creare un modo nuovo di fare politica,basata sulla partecipazione dal basso e che risponda ai bisogni reali della società.

domenica 26 giugno 2011

Agevolazioni sui rifiuti per famiglie e anziani.


Ecco quanto chiesto al Municipio di Balerna durante il Consiglio Comunale del 20.6.11:

Ai sensi della LOC mi permetto in questa sede di interpellare il Municipio riguardo alle tariffe della tassa sui rifiuti presenti sullo specifico regolamento comunale.
Infatti le uniche due voci che differenziano i contribuenti riguardo la tariffa base prendono come riferimento il numero di membri delle economie domestiche, in particolare:

o economie domestiche composte da una persona da CHF. 50.- a CHF. 70.-
o economie domestiche composte da più persone da CHF. 70.- a CHF. 150.-

Sono però convinto che, oltre al numero di persone che compongono l’economia domestica, vi sono alcuni fattori di cui tener conto. Tra questi fattori l’età dei componenti. Una famiglia con figli dagli 0 ai 3 anni si trova ad affrontare una situazione particolare, sia che uno dei 2 coniugi decida di diminuire la percentuale lavorativa ( se hanno la fortuna di lavorare entrambi), sia, e questo è un dato oggettivo, per la quantità di rifiuti che un bimbo può inconsapevolmente produrre (pannolini in primis). Stesso discorso valga per economie domestiche composte da anziani over 65, con un’entrata limitata alla rendita avs e i costi della salute che, con l’andare dell’età, progressivamente aumentano. In questo ultimo caso non prendo in considerazione l’entrata di un’ipotetica cassa pensione perché in futuro, con la precarietà lavorativa in aumento, sempre di meno saranno i lavoratori che potranno garantirsi un’entrata supplementare all’avs dopo aver conseguito l’età del pensionamento. Altro punto è il reddito di cui un nucleo famigliare può disporre, nell’ottica di un discorso di solidarietà, far si che la tariffa base possa variare a seconda del reddito di cui dispone l’economia domestica.

Per questo chiedo al Lodevole Municipio di chinarsi sulla questione, pensando all’introduzione di una tariffa sui rifiuti ad hoc per famiglie con bimbi dagli 0 a 3 anni e per gli anziani sopra i 65. Ancor meglio sarebbe poter introdurre l’esenzione dal pagamento per queste particolari situazioni, soprattutto se le condizioni finanziarie del nucleo famigliare fossero già di per se precarie. Esempi concreti esistono già nel nostro Cantone, anche vicino a noi. È un gesto secondo me doveroso per un comune che vuole rendersi sensibile ai problemi quotidiani dei propri cittadini. Un comune che studia soluzioni mirate è un comune che ancora sa essere a contatto con la comunità. Per questo chiedo al municipio:

È nelle possibilità del comune adottare tariffe ad hoc come quelle sopracitate?

Se si, come intende muoversi il Municipio e che criteri intende tenere in considerazione?

Se no, come il comune può rendersi maggiormente attrattivo per le giovani famiglie con servizi che possano rispondere ai reali bisogni?


In attesa di riceve risposta in tal proposito porgo i miei più cordiali auguri di buon lavoro.

Affaire a suivre, il Municipio risponderà...

martedì 7 giugno 2011

iL VALORE DELLA VITA E IL VALORE DEL PROFITTO


Dopo anni di lotte e proposte in favore del congedo paternità, finite sempre a scontrarsi con i NO di Palazzo Federale, L’associazione svizzera dei padri ha dovuto scendere a un compromesso abbastanza imbarazzante per sperare di vedere almeno una delle sue proposte discusse con buon esito in parlamento. La proposta elaborata è quella che ogni potenziale padre versi una percentuale minima del suo stipendio su un conto e che con questi soldi poi possa permettersi di stare parzialmente a casa senza pesare sull’azienda per cui lavora. Ovviamente una proposta del genere, che non intacca il sistema di produzione, piace ai partiti borghesi, che si dicono pronti a discutere la proposta a livello di camere federali. Dovesse andare in porto tutto questo avere un figlio sarà definibile come una perdita di guadagno (di chi?)e ci vorrà un contributo per stare a casa con il proprio figlio, cosi come accade se si è in infortunio,disoccupati, invalidi o in pensione. Avere un figlio ed essere disoccupati sarà la stessa cos;, ma è la stessa cosa? Credo fermamente di no. Credo che questa proposta era l’ultima spiaggia per poter ottenere un minimo riconoscimento di una sottoforma di congedo paternità in Svizzera, un riconoscimento che oserei definire umiliante. Un riconoscimento, quello del congedo paternità, che altri paesi del Nord Europa possono vantarsi di avere, perché la miglior sicurezza è quella che lo Stato può garantire a livello sociale, non con la polizia e i manganelli. In questo modo possiamo leggere in modo trasparente quali sono invece le priorità del sistema politico svizzero. Il sostegno e l’aiuto alle famiglie vengono dopo il profitto e il capitale. Già le madri devono ancora etichettare come “malattia” il fatto di essere in gravidanza per poter stare a casa nei mesi che precedono il parto senza intaccare i 4 mesi di congedo maternità che gli spetta (ma che fatica ottenerlo!). Definire il figlio che si ha in pancia “una malattia” è una cosa bruttissima e ancora una volta umiliante. L’alternativa è lavorare fino all’ultimo giorno, in condizioni di salute precarie e in situazioni che possono mettere a repentaglio la sicurezza del bimbo e della futura madre. Tornando alla proposta di una sorta di “assicurazione paternità” staremo a vedere come si svilupperà il discorso. Resta comunque palese che in questa Svizzera che vuole abbandonare il nucleare e che vuole essere all’avanguardia, il valore del denaro, del profitto, dell’utile è ben più importante del valore della vita dei lavoratori e delle loro famiglie. E continuiamo a chiamarlo progresso…

martedì 19 aprile 2011

2062 volte GRAZIE!!

Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno votato e con il loro voto hanno sostenuto la lista anticapitalista MpS-PC! 2062 voti racimolati, 500 in più di 4 anni fa. Ottimo!!

Un posto in parlamento ora ce l'abbiamo, ed è grazie anche a voi. dal canto mio non smetterò di lottare nelle cose in cui credo e per gli ideali in cui mi rispecchio!

Di seguito un elenco, comune per comune, dei voti raccolti. Un mio omaggio per chi ritroverà il suo voto, magari in uno dei 180 voti di Lugano, oppure nei 3 di Aranno.
Siete stati grandi!! GRAZIE!!

ACQUAROSSA 16
AGNO 12
AIROLO 0
ALTO MALCANTONE 9
ANZONICO 0
ARANNO 3
ARBEDO-CASTIONE 26
AROGNO 12
ASCONA 24
ASTANO 0
AVEGNO GORDEVIO 9
BALERNA 79
BEDANO 5
BEDIGLIORA 9
BEDRETTO 1
BELLINZONA 172
BESAZIO 6
BIASCA 38
BIOGGIO 8
BISSONE 2
BLENIO 3
BODIO 8
BOGNO 0
BOSCO/GURIN 1
BREGGIA 28
BRIONE SOPRA MINUSIO 3
BRIONE VERZASCA 1
BRISSAGO 7
BRUSINO ARSIZIO 14
CADEMARIO 4
CADEMPINO 4
CADENAZZO 8
CADRO 16
CALPIOGNA 0
CAMORINO 16
CAMPELLO 2
CAMPO VALLEMAGGIA 4
CANOBBIO 15
CAPRIASCA 48
CARABIETTA 0
CARONA 3
CASLANO 13
CASTEL SAN PIETRO 41
CAVAGNAGO 0
CAVIGLIANO 4
CENTOVALLI 14
CERENTINO 0
CERTARA 0
CEVIO 8
CHIASSO 64
CHIRONICO 0
CIMADERA 0
CLARO 22
COLDRERIO 50
COLLINA D'ORO 19
COMANO 15
CORIPPO 0
CRESCIANO 0
CROGLIO 7
CUGNASCO-GERRA 21
CUREGLIA 3
CURIO 6
DALPE 0
FAIDO 11
FRASCO 0
GAMBAROGNO 11
GIORNICO 1
GIUBIASCO 67
GNOSCA 12
GORDOLA 13
GORDUNO 5
GRANCIA 0
GRAVESANO 2
GRESSO 0
GUDO 4
IRAGNA 8
ISONE 0
ISORNO 0
LAMONE 5
LAVERTEZZO 4
LAVIZZARA 2
LIGORNETTO 17
LINESCIO 0
LOCARNO 104
LODRINO 4
LOSONE 26
LUDIANO 6
LUGANO 180
LUMINO 17
MAGGIA 14
MAGLIASO 5
MAIRENGO 4
MALVAGLIA 4
MANNO 0
MAROGGIA 5
MASSAGNO 22
MELANO 6
MELIDE 4
MENDRISIO 118
MERGOSCIA 1
MERIDE 11
MEZZOVICO-VIRA 3
MIGLIEGLIA 0
MINUSIO 37
MOLENO 0
MONTE CARASSO 13
MONTECENERI 31
MONTEGGIO 1
MORBIO INFERIORE 32
MORCOTE 5
MOSOGNO 0
MURALTO 17
MUZZANO 6
NEGGIO 3
NOVAGGIO 4
NOVAZZANO 22
ONSERNONE 1
ORIGLIO 10
ORSELINA 4
OSCO 0
OSOGNA 6
PARADISO 11
PERSONICO 0
PIANEZZO 5
POLLEGIO 1
PONTE CAPRIASCA 13
PONTE TRESA 3
PORZA 6
PRATO LEVENTINA 1
PREONZO 8
PURA 6
QUINTO 6
RIVA SAN VITALE 21
RONCO SOPRA ASCONA 5
ROVIO 13
SANT'ANTONINO 10
SANT'ANTONIO 0
SAVOSA 4
SEMENTINA 14
SEMIONE 2
SESSA 7
SOBRIO 0
SONOGNO 0
SONVICO 6
SORENGO 15
STABIO 29
TEGNA 3
TENERO-CONTRA 15
TORRICELLA-TAVERNE 14
VACALLO 29
VALCOLLA 4
VERGELETTO 1
VERNATE 4
VERSCIO 5
VEZIA 7
VICO MORCOTE 0
VOGORNO 3

lunedì 4 aprile 2011

Una campagna diversa..per una politica diversa!

Ultimi giorni di campagna elettorale, la cartellonistica pubblicitaria del Cantone è ormai satura di facce (più o meno piacenti) e di slogan (più o meno azzeccati).
Ognuno, a seconda del proprio "budget" si è dato da fare con pubblicità ed inserzioni ovunque fosse possibile. I partiti hanno investito in cartelloni, striscioni e comizi. La politica borghese e social-liberale ha dunque nuovamente messo in piedi il classico teatrino della campagna elettorale, sperperando soldi a destra (soprattutto a destra) e a manca. Slogan studiati a tavolino con professionisti del marketing, ritocchi facciali per meglio apparire sui cartelloni e comizi in sale addobbate per l'occasione, dove spesso l’unica documentazione scritta era quella del menù (naturalmente offerto). La politica nel mondo borghesi si sfoga, consuma e sperpera sin dall'inizio, ancor prima di cominciare a governare. Figuriamoci dopo...
La lista MPS-PC invece non ha aderito a questo meccanismo freddo e inesorabile. Se per motivi di immagine e occasione di visibilità i cinque nostri candidati al Consiglio di Stato non hanno potuto sottrarsi a qualche comizio, la nostra campagna è stata invece incentrata soprattutto su una macchina militante che per mesi si è data un gran da fare.
Nessun responsabile di marketing, nessun esperto di immagine ha curato la nostra campagna elettorale. Ognuno ha dato tutto ciò che poteva per portare in mezzo alla gente le proposte che la lista nostra lista ritiene oggi fondamentali per rispondere alla crisi e al degrado sociale.
Levatacce alla mattina presto per andare a volantinare nelle stazioni o davanti ai negozi prima di andare a lavorare. Cercare il contatto con le persone, senza imporre il proprio pensiero su un cartellone a pagamento, ma cercando di entrare veramente in contatto con il massimo di persone, attraverso l'esposizione delle nostre idee.
Attacchinaggi serali dei cartelloni con materiale casalingo, andando a trovare quei posti che la gente frequenta: il contachilometri che gira inesorabile tra una piazza di riciclaggio, un cantiere, dei piloni della luce. Un po' di buona musica, dello scoch e i manifesti nel baule.
Senza contare le ore davanti al PC di casa a scrivere, mandare mail e informare i contatti.
Una campagna elettorale fatta da gente normale, che ha un lavoro o studia e che non può permettersi di prendersi un congedo.
Militanti che credono fermamente ad un prospettiva di trasformazione radicale della società.
Gente che ha in mente un modo diverso di far politica, già dalla campagna elettorale.
E, soprattutto, persone che pensano che quello che viene detto in campagna elettorale dovrà essere quello che dovrà essere fatto se si venisse eletti.
Fare quello che si dice non è in sé un messaggio rivoluzonario: ma di questi tempi, in una campagna come questa, è già qualcosa di strepitoso!

lunedì 21 marzo 2011

Un altro Mendrisiotto è possibile

Il Mendrisiotto ormai è considerato come “l’imbuto” cantonale, passaggio obbligato per merci e persone che provengono da o che procedono verso Sud. Chiasso è il Centro asilanti, la dogana, i “maiaramina”. Mendrisio è il Fox Town, il Casinò e il traffico frontaliero.
Inquinamento, criminalità, concorrenza tra salariati residenti e frontalieri, salari bassi e condizioni di lavoro sempre più umilianti, sono solo alcuni esempi di problemi che questo fazzoletto di terra si porta dietro.
Vi troviamo inoltre un’autostrada, la linea ferroviaria, una strada cantonale, una semiautostrada e due delle maggiori aree generatrici di grande traffico (S.Martino e zona Serfontana). La risposta a questa situazione, per alcuni, si semplifica in maggior sicurezza alle dogane e sul territorio e al potenziamento stradale (nuovi svincoli).
E se la soluzione fosse un’altra? Credo vivamente che un altro Mendrisiotto è possibile, e le risorse stanno laddove sembra tutto sia dimenticato. Bisogna ripotenziare il servizio pubblico nella Valle di Muggio e sulla Montagna, ridare vita a queste zone riabilitando o potenziando i trasporti, l’educazione e gli uffici postali. Ridando slancio alla cultura, non solo quella da Festival. Bisogna rendere i numerosi musei regionali luoghi facilmente accessibili, soprattutto finanziariamente.
Non è lasciando carta bianca all’iniziativa privata che avremo una cultura che appartenga veramente a tutti e che traduca il proprio valore in cittadinanza.
Introdurre un salario minimo e garanzie per tutti i lavoratori, abolendo le categorie di salariati di serie A e di serie B, così che frontalieri e lavoratori autoctoni possano essere equiparati senza nessuna discriminazione da parte del padronato.
Il miglioramento dell’aria passa anche attraverso l’incoraggiamento all’uso del trasporto pubblico, con agevolazioni per chi attua questo tipo di scelta. Stessa considerazione valga per il trasporto di merci in transito, che devono essere trasportate su rotaia senza se e senza ma.
Inoltre, la sicurezza sociale è la prima forma di vera sicurezza per ogni persona: avere accesso alla sanità, alla formazione e la garanzia di un tenore di vita dignitoso, in qualsiasi condizione sociale ci si trovi, è la maggior preoccupazione delle persone, e questo le pattuglie di polizia, per quante possano essere, non ce lo possono dare.
Per tutto questo, però, bisogna poter cambiare sistema, con nuove forze e nuove idee distanti da tutto quello che è stata fino ad ora la gestione politica e del territorio.
Bisogna smettere di trovare il capro espiatorio su cui sfogare i propri problemi, è ora di ridare slancio a questa regione che può, sin da subito, vivere da protagonista in un nuovo Ticino possibile e necessario!

Lucio Negri
Candidato al Gran Consiglio
Lista 4, Mps-PC

lunedì 14 marzo 2011

La satira e il mio modo di far politica

Come già sappiamo la satira non serve solo a far ridere o ad intrattenere, quello lo fa la comicità. La satira deve saper far riflettere, indignare e irritare. Qualcuno la chiama la “risata verde” quella provocata dalla satira, come verde è la bile. La satira colpisce duro laddove nessun altro osa. Sin dall’antichità viene usata per colpire i potenti e i loro costumi non sempre eleganti e coerenti, dando la possibilità di una visione diversa delle cose, non distorta o camuffata, ma diversa nel modo di approcciarsi alle questioni. La satira non è di destra né di sinistra, la satira è per e con la gente comune che non vuole farsi continuamente abbindolare da politici ben pensanti e dai diktat moralistici, da qualunque parte essi vengano.
La satira può essere uno strumento politico? E se si, come utilizzarla? Di questo tema ebbi la fortuna, qualche anno fa, prima di candidarmi alle elezioni comunali, di avere uno scambio di mail con un maestro della satira italiana: Daniele Luttazzi.
La risposta è sì, la satira è uno strumento per far politica e i primi che devono saperla usare sono i politici stessi, solo cosi potranno definirsi “vicini alla gente” o “aperti a nuove soluzioni”.
In questi anni di politica attiva la satira mi ha sempre aiutato a capovolgere i temi che si susseguivano sull’agenda politica e a trovarne i difetti e i contrasti. La satira è indispensabile per sollevare dubbi. E dato che la politica attiva richiede un esercizio costante della pazienza ( i tempi democratici sono più lunghi di quanto uno si aspetta ) la satira, se ben usata, aiuta ad approfittare di questi tempi lunghi per esaminare una
questione da varie angolazioni.
A volte, nonostante le svariate analisi, ci si può sorprendere nello scoprire che il tuo avversario politico ha avuto un'idea pratica migliore della tua. Qui la satira serve parecchio per lenire il narcisismo ferito e ammettere le ragioni dell'altro. Per questo la satira è uno strumento politico, per questo la satira in politica deve avere la possibilità di entrare dalla porta principale. Chi pensa che la satira debba restare fuori dai teatrini della politica è perché sa che attraverso la satira usata su di lui si scoprirebbe l’attore cane che è.
La mia presenza satirica su Solidarietà non è quindi una semplice vetrina d’intrattenimento, ma un modo di fare politica evidenziando le contraddizioni su cui il sistema vigente poggia. Il mio modo di fare politica è questo, pronto a stravolgere le convinzioni e i dogmi, con interventi taglienti che strappano qualche sorriso amaro e cercano di far breccia nelle menti, per ripensare questo nostro mondo!

Lucio Negri

venerdì 25 febbraio 2011

RISPONDERE IN MODO CONCRETO AGLI ATTACCHI DEL CAPITALISMO SUI GIOVANI:

Se si pensa alle mobilitazioni degli anni ’60 e ’70, dove il movimento giovanile-studentesco era il motore delle manifestazioni in tutta Europa, potremmo pensare che alla classe borghese e conservatrice che in questo periodo storico detiene il potere, fa comodo mantenere i giovani disinteressati, incapaci di organizzarsi e di trascinare le masse. Cosi facendo i giovani diventano un bersaglio facile e senza i mezzi per difendersi. I vari forum giovanili (Cantonali o comunali), controllati sempre dalle adulte autorità, non possono definirsi strumento di politica attiva, ma di indottrinamento ad un modo di pensare e di agire valido nel sistema vigente. Stiamo assistendo sempre più ad un processo che non vede i giovani distanziarsi dal mondo politico e cosi dalla società, ma bensì il contrario. Il sistema capitalista in crisi riversa sulle classi più deboli le sue colpe facendogliele pagare. È cosi che i giovani, con gli stranieri, vengono etichettati come una sorta di “nemici pubblici”, perché socialmente onerosi, da punire con misure che tendono ad isolarli e a renderli maggiormente vulnerabili (come ad esempio l’ultima modifica della LADI che entrerà in vigore ad aprile). Non possiamo stare a guardare mentre i nostri giovani vengono attaccati e messi continuamente in difficoltà dal sistema che ormai non ha più risposte da dare.
Bisogna rispondere ai veri problemi dei giovani, alla loro precarietà sociale e materiale con garanzie e agevolazioni per far si che il mondo del lavoro possa accoglierli e non sfruttarli come fa ora. Innanzitutto lo stato dovrebbe dare l’esempio di un cambiamento in questo senso aumentando considerevolmente i numeri di posti di tirocinio nell’amministrazione cantonale e potenziando le formazioni a tempo pieno per chi non trova un posto di apprendistato. Sappiamo anche che molti giovani non possono permettersi di studiare o perseguire alcune formazioni perché graverebbero sulle spalle delle famiglie, sempre più in difficoltà, è una questione materiale e non di scarsa voglia di fare. Per questo bisognerebbe prevedere un aumento del 20% della somma messa a disposizione per gli assegni allo studio, che porterebbe più giovani a intraprendere la formazione senza che le famiglie si trovino sul lastrico o a carico dell’assistenza. Inoltre, come si sta lottando nel mondo dei lavoratori, anche gli apprendisti devono avere il diritto ad un salario minimo che possa garantirgli almeno di non gravare ancora sulla propria famiglia.
Aiuti concreti alla formazione dei giovani vuol dire creare un futuro di persone capaci, che possano guardare al futuro.
Una società però ha anche bisogno di cittadini attivi e presenti. Per creare cittadinanza, appartenenza e anche cultura c’è bisogno che gli studenti e apprendisti possano avere libero accesso ai luoghi dove si fa della cultura, a tutte le manifestazioni in ambito culturale e ai trasporti pubblici. Questi sono gli incentivi per un giovane a rimanere nel proprio comune e nel proprio cantone,contribuendo alla crescita e al benessere della società in cui vive. In questo senso a Balerna, attraverso un’interpellanza per un contributo ai giovani in formazione portata avanti dal gruppo Balerna Futura, si è potuto ottenere il raddoppio del contributo comunale per coloro che acquistano un abbonamento Arcobaleno. Un piccolo segnale che va nella direzione di aiutare i giovani nella loro crescita professionale, agevolandone anche gli spostamenti.
Queste sono le risposte che gli attacchi capitalistici e borghesi meritano, proposte concrete che rispondono a bisogni concreti, che mirano alla reintegrazione dei giovani nella società, dando a loro una parte attiva, aiutandoli materialmente nel loro processo formativo e di vita.
Non da ultimo credo sia importante che i giovani che studiano o lavorano, e quindi partecipano all’ economia del paese, possano partecipare sin da subito anche alla vita politica, avendo la possibilità di esprimersi sin dai 16 anni alle votazioni della nostra democrazia diretta: decisioni che riguarderanno il futuro e che i giovani vivranno sulle loro spalle. Ai giovani più che mai spetta il diritto di esprimersi.
Lottare per e con i nostri giovani. Lottare per i nostri figli e quindi per il nostro futuro, è l’investimento più redditizio che possiamo fare!

domenica 13 febbraio 2011

domandine ai candidati: le mie risposte

Ecco le mie rispote alle domande fatte da Ticinonews ai candidati al Gran Consiglio.

1) Una breve biografia.
Sono nato a Mendrisio il 19 maggio 1983 e da sempre sono domiciliato a Balerna, comune in cui sono cresciuto. Il mio percorso formativo dopo la scuola dell’obbligo mi ha portato dapprima a Como, dove ho conseguito la maturità artistica nel 2002. Sono poi rientrato a studiare in Ticino per seguire gli studi SUP in campo sociale, conseguendo il diploma professionale. Dal 2008 lavoro come educatore presso la Provvida Madre di Balerna. Sempre nel 2008 sono stato eletto come consigliere comunale a Balerna.

2) Come è nata la passione per la politica?
L’interesse per la politica è maturato durante gli studi liceali a Como, dove il dibattito politico non era una cosa al di fuori della scuola, ma la penetrava e aleggiava nei corridoi e nelle aule. La nascita dei movimenti come il popolo di Seattle e i fatti del G8 di Genova sono stati gli episodi che mi hanno fatto prendere coscienza della strada politica che volevo seguire. Comincia cosi un periodo di letture e di approfondimento e imparo a conoscere il pensiero e le gesta di gente come Carlo Marx, Ernesto Guevara, Leon Trozky, e Lenin, senza però perdere il contatto con la realtà in cui vivevo. Nel 2003 l’incontro con MpS, con cui inizio a collaborare come vignettista, collaborazione che dura tutt’ora. Ancora oggi il disegno è lo strumento principe con cui do libero sfogo al mio pensiero, strappando quell’amara risata che la satira fa nascere. Negli anni ho potuto arricchirmi, approfondire temi politici e partecipare a manifestazioni come il Social Forum di Parigi e il Campo della 4°Internazionale. Nel 2007 la proposta della sinistra balernitana di mettermi in lista nel mio comune e l’elezione in consiglio comunale nell’aprile 2008. Ora mi divido tra gli impegni di Consiglio comunale, dove tento di portare la mia visione anticapitalista e progressista, e la continua lotta militante per un mondo migliore.
3) Quali sono i temi che le stanno più a cuore?
In questo momento mi sento molto vicino alla questione giovanile, considerandomi ancora un giovane. Prendo continuamente spunti parlando con i miei coetanei, con i compagni del gruppo giovani MpS, con gli studenti e gli apprendisti che incontro durante i volantinaggi. C’è un futuro incerto davanti a noi e alle generazioni che verranno dopo. Sempre di più i giovani sono discriminati in quanto non producono, ma più non producono, più vengono ostacolati nel poterlo fare. Al giovane è richiesto di essere formato e fino ai 25/30 anni si vive sulle spalle dei genitori (chi può) o di piccoli lavoretti. Una volta formato però si scopre che il giovane costa troppo e allora deve mettere da parte la sua laurea e i suoi master e lavorare nel primo posto che gli viene offerto, altrimenti anche l’assicurazione disoccupazione taglia il sussidio. Precariato allo stato selvaggio, da cui poi è difficile uscirne e pensare di essere indipendente, poter pensare ad una casa o a una famiglia…con tutti i costi sociali che ciò comporta. Contrapporsi in modo costruttivo a queste condizioni è uno degli obiettivi che con l’MpS ci siamo dati, attraverso proposte di agevolazione per i giovani nel campo formativo, culturale e dei trasporti.

4) Quali sono i problemi più urgenti da risolvere in Ticino?
Credo che non si possa ragionare per compartimenti stagni, i problemi che avvolgono questo Cantone sono concatenati fra loro e bisogna saper avere una buona visione globale dei problemi. Inoltre, essendo un Cantone di confine, volenti o nolenti le nostri vicissitudini passano anche dagli umori della realtà che ci circonda. Credo comunque che la sicurezza sia uno dei problemi del nostro Cantone, ma non la sicurezza fatta di polizia e di controlli, ma una sicurezza sociale, dove lo Stato possa farsi garante del benessere del cittadino, garantendo il diritto alla salute, all’istruzione e al lavoro. Il sistema capitalista liberista, dove è il singolo a doversi fare strada nel mondo del mercato e mettersi in vendita come meglio può, ha prodotto e alimenta questo clima di competizione malsana che divide i lavoratori in stranieri, frontalieri, autoctoni, formati e non, facendo si che le discriminazioni di salario e di razza possano essere fomentate e cavalcate dagli stessi personaggi che alimentano il malessere.

5) Quale il Ticino del futuro che sogna?
Un Ticino dove non si abbia paura. Un Ticino dove i lavoratori siano considerati innanzitutto come persone e non come costi o profitti. Un Ticino dove i morosi siano solo quelli che si baciano sui motorini. Un Ticino dove i giovani abbiano tutti gli strumenti per garantire a se stessi e a questo Cantone un futuro. Un Ticino più solidale e con una maggior giustizia sociale. Un Ticino che non si faccia fagocitare dalla giungla del mercato liberista e che pensi ai suoi cittadini con una progettualità nuova.
Siamo realisti, esigiamo l’impossibile. (Che Guevara)

6) Perché dovremmo votarla?
Votare me e tutti i giovani compagni della lista MpS/PC vuol dire compiere un atto di fiducia. Dare fiducia ai volti nuovi, alle idee nuove e progressiste, alla volontà di lottare per un Ticino e un mondo diverso. Viviamo la realtà del quotidiano sulla nostra pelle, le difficoltà di oggi ci accompagnano e vediamo quelle di domani venirci incontro. Personalmente continuerò a farlo anche se fossi eletto, avendo però la possibilità di dar voce a queste difficoltà laddove è giusto che vengano ascoltate.

martedì 25 gennaio 2011

I FORUM COMUNALI DEI GIOVANI, PARTECIPAZIONE O CONTROLLO?

3 anni e mezzo di silenzio
In questo periodo è arrivata sui banchi di vari consigli comunali la proposta di istituire dei forum comunali dei giovani. Il dubbio che subito emerge è che questa iniziativa sia solo uno strumento pre elettorale per rendersi sensibili ai bisogni giovanili agli occhi del potenziale elettorato, dopo tre anni e mezzo di silenzio sulla questione giovanile.
La proposta che arriva dal mondo politico non sembra però rispecchiare i reali bisogni dei giovani. Quei giovani che si mobilitano lo fanno per avere spazi per trovarsi tra loro, confrontarsi con i mezzi, gli strumenti e i modi che li caratterizzano, non che gli vengono predisposti e imposti dall’alto


Ma che cos’è il Forum dei giovani?
Il forum comunale dei giovani è solo uno degli strumenti che il Cantone, attraverso Infogiovani, ha ideato e messo a disposizione dei comuni e delle autorità politiche che ne volessero usufruire. Il modello a cui si ispira l’idea del Forum comunale dei giovani è il già esistente Consiglio Cantonale dei giovani e già si capisce l’esiguo peso politico che questi forum potrebbero avere nelle realtà comunali. Infatti, a parte durante i giorni di riunione del Consiglio Cantonale, durante l’anno è come se questo organismo scompaia dalla realtà pubblica e le proposte ideate messe in un cassettino. Seguendo le indicazioni di Infogiovani, il forum dovrà essere convocato nella sala del Consiglio comunale da un comitato, composto da giovani. Come si può comporre un comitato di giovani se non è dai giovani che parte la richiesta di instituire un forum? Con che criterio si coinvolge un determinato gruppo di giovani a prendersi l’impegno di istituire il comitato? Inoltre con l’istituzione di un comitato si crea già una gerarchia tipica del sistema borghese, che questi forum vogliono riprodurre già nella realtà giovanile.
Il forum prevede l’istituzione della figura di un segretario che, secondo regolamento, viene designata dal Municipio, ed è una figura adulta. Sebbene il segretario dovrà essere un ruolo di sostegno al comitato, vige un controllo del mondo adulto e delle autorità su quanto si discute e si decide tra i giovani.
Oltre al controllo diretto sulle riunioni di comitato, il giovane interessato a partecipare al forum deve annunciare la sua presenza, ennesimo gesto di controllo camuffato sotto le questioni logistiche.

Uno strumento “per” o una trappola “contro”?
Con questi forum, proposti in questo modo, i giovani sono invitati dalle autorità politiche a fare qualcosa che loro non hanno chiesto di fare, di recarsi in luoghi a loro semi-sconosciuti (palazzo comunale) e che non fanno parte della loro vita: La Montagna che va da Maometto.Cosi facendo i giovani si troverebbero sempre “ospiti” delle istituzioni. Se i giovani non dovessero rispondere positivamente al forum sarà sempre colpa loro, che non sanno cogliere le opportunità e avranno ancora il dito puntato. Uno strumento imbottito di sani principi che diventa trappola di controllo e omologazione e non da ultimo di discriminazione tra chi parteciperà e chi no. Torniamo quindi a quel famoso modello di catalogazione sociale che ha dato slancio alle forze destroidi negli ultimi anni: pecore bianche e pecore nere.
Per la politica borghese e social-liberale la politica è controllo e questo controllo deve cominciare sin da subito. Per questo in alcuni comuni si ostacola la nascita dei centri giovanili e si promuovono invece i forum. Il Centro non da quella possibilità concreta alle autorità politiche di influenzare e mediare le idee nuove e genuine dei giovani.
Il Forum ha la struttura di un coniglio comunale “aperto”, dove si discute su i temi portati dal comitato con le regole del sistema vigente. Ai giovani viene imposto il vecchio sistema senza dar loro la possibilità e la libertà di dar vita ad un nuovo sistema. Limitare le innovazioni, mantenere il controllo…facendo finta di far qualcosa per loro.

Nuove proposte per un politica “con”
Se si vuole dei giovani attenti e partecipi alla vita politica bisogna dargli gli strumenti adeguati, dar loro fiducia, responsabilizzarli e far si che si costruiscano una personale presa di coscienza riguardo a ciò che li circonda. È di qualche mese fa il dibattito sull’abbassamento dell’età per il diritto di voto da 18 a 16 anni. Una proposta che i partiti borghesi continuano ad ostacolare per la paura di perdere il controllo sui giovani. Se invece la politica la intendiamo come partecipazione e non come strumento di controllo, i giovani di 16 hanno pieno diritto di cominciare a prendersi la responsabilità di informarsi ed esprimere la propria opinione, perché nella maggior parte dei casi le decisioni prese durante le votazioni federali o cantonali riguardano direttamente il loro futuro. Piuttosto che fare uno sterile esercizio di simulazione democratica, come viene proposto nei forum, i giovani hanno diritto a esprimersi su ciò che li riguarda, dandosi cosi un peso politico specifico. Altra questione è quella di dar la possibilità ai giovani di crearsi una propria cultura, coltivare interessi e cogliere nuovi stimoli. Per far questo bisognerebbe battersi per una cultura aperta ai giovani, con accessi gratuiti a mostre e manifestazioni culturali, ai cinema e ai teatri facendo cosi fronte, oltre che ai loro interessi anche alla loro precaria condizione finanziaria, trasformando la cultura da spesa superflua a piacere di incontro.
Questi sono solo alcune richieste che l’MpS porta avanti, una società che sia con i giovani e non per o contro, con il rischio di lasciarli comunque soli. La realtà giovanile dev’essere parte integrante della vita politica, culturale e sociale e non è appiccicandogli addosso dei modelli precostituiti che si crea tutto questo.


NO a un forum dei giovani preimpostato.
NO a uno strumento di controllo sui giovani

venerdì 7 gennaio 2011

Preventivo a Balerna - Proposte anticapitaliste!

Di seguito potete leggere il mio intervento presentato all'ultimo Consiglio Comunale di Balerna, riguardo il preventivo 2011:

Signori Municipali, Compagno presidente, colleghi e compagni di CC,

Il gruppo Balerna Futura approva i conti del preventivo 2011, stilati come sempre in modo esemplare dal Capo dicastero e dal capo contabile. (…)
Quello che abbiamo tra le mani però è pur sempre un preventivo in rosso, il secondo consecutivo, dove si fanno largo le prime paure e si suona la campanella riguardo alle future misure di contenimento delle spese.
Quest’ultime sono riassunte in tre punti, tre strade da poter percorrere:
- Aumento del moltiplicatore
- Tagli al personale attraverso la non sostituzione
- Tagli ai servizi

Tutte e tre le strade prevedono un danno, in un modo o nell’altro, della qualità di vita dei cittadini di Balerna. Misure che in parte la maggioranza della commissione della gestione invita caldamente a prendere in considerazione, soprattutto per quanto riguarda il contenimento delle spese e quindi tagliando dei servizi. È certo auspicabile che in un periodo come questo ogni dicastero usi in maniera ponderata i fondi pubblici a disposizione, senza sprechi ne eccessi, ma non a scapito della popolazione e dei suoi bisogni.
Esiste però anche una quarta opzione secondo noi, che può essere integrata, la più logica che però fa a pugni con le leggi del mercato capitalista: prendere i soldi dove ci sono, ovvero far pagare i ricchi. I modi sono diversi, si può ipotizzare una contribuzione extra per i redditi che superano una determinata cifra, una sorta di contributo di solidarietà per intenderci, fino ad arrivare all’aumento delle aliquote per le persone giuridiche che creano i loro profitti privati sul territorio comunale e a volte causano disagi al traffico e all’ambiente del comune. Se anche a Balerna siamo in questa situazione è colpa del sistema capitalista e del mercato libero e spregiudicato, e crediamo, come unico gruppo progressista e di sinistra presente in questo consesso, sia giusto che chi crea il problema contribuisca in modo attivo a risolverlo. Ernesto Guevara de la Serna sosteneva che il capitalismo è “libera volpe in libero pollaio” e a Balerna non vogliamo fare la fine dei polli. Non è quindi una questione di rinvio del problema è piuttosto una questione di difesa dei servizi e del diritto dei nostri cittadini ad usufruirne. Invito anche gli altri gruppi di Consiglio comunale a non farsi prendere dalla sindrome di “Eduard mani di forbice”.

Nel preventivo per fortuna notiamo anche un sostanzioso capitoletto riguardo agli investimenti. Sebbene che per la maggior parte di questi si tratta di opere di manutenzione o di messa in sicurezza già discussi in questa sede, ampio spazio è dato anche ai progetti futuri. Il Municipio troverà nel gruppo Balerna Futura un partner come sempre disponibile e attivo anche se a volte critico, critiche e visioni diverse che vogliono essere costruttive per il benessere del comune e dei suoi abitanti. Il nostro essere critici e propositivi ha portato il gruppo Balerna Futura ad essere l’unico gruppo nominato in questo preventivo, riguardo la nostra mozione “Per un concorso di idee”, segno che se ancora c’è chi tiene vivo il dibattito politico attorno alle questioni che contano questo è il gruppo Balerna Futura.

A conclusione, sebbene in preventivo non se ne parli, qualcosa sembra muoversi sotto l’aspetto aggregativo. Come gruppo non possiamo che ralleggrarcene, anche se vorremmo un’aggregazione nell’ottica di un miglioramento per tutti e non una semplice spartizione partitica del territorio. Affaire a suivre, noi ci saremo!

Lucio Negri

venerdì 10 dicembre 2010

Per i giovani non c'è spazio neanche sull'albero...

La questione apertasi a Chiasso riguardo la decorazione dell’albero situato in Piazza Bernasconi, decorazione assegnata alla Scuola Media comunale, è tanto ridicola a livello di gesta quanto grave sotto l’aspetto politico.
Infatti alcune persone vicini agli ambienti leghisti, che qualche settimana fa difendevano a spada tratta la libertà d’espressione di fronte ai cartelloni propagandistici per i SI all’iniziativa UDC contro gli stranieri, hanno pensato di poter avere il diritto di calpestare a sua volta la libertà d’espressione degli allievi di scuola media. Questo perché gli allievi hanno voluto esprimere il loro pensiero in Piazza, decorando con magliette scritte l’albero di Natale, un modo nuovo e intelligente per andare al di là delle solite bocce e ghirlande, per lanciare un messaggio. Nessuna offesa, nessuna parola “pesante”, solo frasi che inneggiavano al rispetto e alla solidarietà, quei sani principi che molti ricordano solo a Natale, ma che a quanto pare a qualcuno danno fastidio anche in questo periodo.
Siamo quindi di fronte ad un atto vandalico di pochi, nei confronti di allievi e docenti che per mesi hanno lavorato sul tema, hanno cercato un’idea originale e l’hanno prodotta. Tutto questo lavoro distrutto, sfregiato, calpestato da chi crede di poter dire sempre e comunque la sua e farla valere come legge. A Chiasso si può.
Il Municipio, in seduta straordinaria, ha dato ragione a questa gente irrispettosa. Una decisione forse dettata dagli equilibri politici comunali, dove la Lega fa il bello e il brutto tempo. Una decisione che lascia l’amaro in bocca e che è peggio del peggior castigo scolastico, peggio di una bocciatura. I ragazzi avevano svolto il loro lavoro e anche bene, finalmente si era riusciti a far si che i giovani dicessero la loro, che entrassero nell’Agorà del comune portando il loro pensiero. Questo di Chiasso è l’ennesimo esempio di come i giovani e le idee che portano avanti di solidarietà, rispetto e fratellanza diano fastidio. I giovani son facili da colpire perché inesperti e ancora senza tutte le difese politiche da mettere in atto. I giovani sono discriminati, lo abbiamo visto con l’applicazione della nuova legge LADI e lo vediamo nel quotidiano con fatti come quello di Chiasso.
I giovani quando fanno casino fanno comodo come capro espiatorio e danno fastidio quando pensano e dicono. A Chiasso hanno pensato.
Il Municipio ha abbandonato i suoi ragazzi, Chiasso ha messo politicamente in un angolo i suoi giovani. A Chiasso non c’è spazio per le idee di un futuro diverso.
L’appello ora va ai docenti e a chi è vicino a questi ragazzi che hanno subito questo grave torto. Gli adulti che sono con i ragazzi devono aiutarli a dotarsi di quegli strumenti sani che servono a riscattarsi da questo torto. Aiutarli ad elaborare la faccenda, capirla e rispondere in modo intelligente a questa becera provocazione. Bisogna farlo per i giovani, ma soprattutto con i giovani.
Ai ragazzi delle scuole medie di Chiasso va tutta la mia solidarietà. Strappino pure dai rami le magliette, ma le idee..quelle volano.

sabato 13 novembre 2010

sicuri che melomerito?

La nuova legge stipendi credo si possa riassumere in una sola parola: Meritocrazia. Cosa vuol dire questo? Secondo i fautori del disegno di legge colui che dirige potrà valutare e decidere se vi sono suoi dipendenti meritevoli di una gratificazione (bonus, aumento salariale, ecc..). La campagna che invita ad accettare la legge titola: “L’aumento, perché melomerito.” Il problema che sta alla base della proposta è però un altro. Come melo merito? Non vi sono metri di valutazione o indicazioni da seguire da parte dei dirigenti, la scelta sarà tutta soggettiva e personale. Si può ben capire che questo è uno strumento molto potente che viene messo in mano alla classe dirigente, ai direttori e ai padroni. Senza una regola la meritocrazia verrà usata sempre e comunque in modo soggettivo, premiando in modo arbitrario questo piuttosto che l’altro, senza contare l’assoluta mancanza di controllo sulle motivazioni che porteranno alla scelta.
In questo modo perde di significato il lavoro stesso, perché il lavoratore non sarà per forza premiato perché lavora bene (e soprattutto chi dice come si lavora bene?), ma sarà forse premiato chi obbedisce servilmente, chi non mette in discussione le scelte, chi sta zitto, chi riporta al capo ogni disfunzione dei colleghi o chi solo mette la gonna più corta.
Il secondo aspetto, forse più grave, è che questo sistema di valori completamente arbitrario tenta di minare la solidarietà tra i lavoratori e le lavoratrici. Un sistema meritocratico senza controllo è l’occasione che il padronato aspettava per far saltare ogni legame, ogni collaborazione e ogni sinergia tra e nella classe lavoratrice. Si creeranno disparità, invidie e malumori tra i vari colleghi, tra chi premiato e chi no, minando cosi il clima di lavoro, soprattutto se la scelta di chi meritevole e chi no è stata fatta in modo errato, ma nessuno potrà dimostrarlo. La meritocrazia è figlia di questa società capitalista votata al profitto e al benessere personale, dell’individualismo più sfrenato ed egoistico.
I lavoratori e le lavoratrici che vogliono continuare a lavorare in modo sano e onesto sono chiamati a votare NO a questa legge insulsa. La classe lavoratrice deve rispondere in modo compatto e con forza a questi attacchi, a queste tentazioni che il padronato lancia per avere solo più controllo e più potere. Non per niente la campagna a favore della legge ha come mascotte una mela..la tentazione per eccellenza. I fautori di questa campagna ce lo stanno dicendo chiaramente: fatti tentare dall’ aumento!
Questa revisione della legge stipendi è sbagliata e poggia su criteri atti alla disgregazione della solidarietà tra i lavoratori.
Celameritiamo? Credo di no.