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martedì 13 luglio 2010

Scusi..per Bellinzona?


Ebbene si, al vaglio degli addetti ai lavori del PS c'è anche il mio nome per un posto sulla lista per il Consiglio di Stato, in vista delle elezioni cantonali di aprile. Candidatura la mia che può sembrare utopica, infondata, senza capo né coda, ma nella quale io credo. È vero, manco di tutta una serie di conoscenze (soprattutto tra la gente che conta) e pecco di inesperienza, conscio del fatto che il Consiglio di Stato non è il Consiglio comunale di Balerna. Io però ho voluto dare la mia disponibilità ad essere della partita. Soprattutto per lanciare un segnale, perchè si vuole davvero cambiare le cose e bisogna cominciare dai nomi, dalle facce e soprattutto dai modi. Bisogna che la base della sinistra cantonale possa accorgersi che non bisogna conoscere gente di chissà quale caratura per entrare a fare la propria parte: la mia è una candidatura basata sulla disponibilità, l'amore per gli ideali in cui credo e di voglia di fare...e in Ticino da fare c'è, e molto. La mia candidatura vuole essere un segnale ai giovani che si allontanano dalla politica pensando che non sia roba per loro. La politica di oggi sceglie il nostro domani!! I giovani devono pretendere di essere protagonisti della vita politica!

Io non pretenderò un posto tra i 5 che saranno sulla lista del CdS ad aprile, ma che una candidatura giovane, fresca e spontanea non valga meno di altre...Affaire a suivre...la strada è lunga.

venerdì 11 luglio 2008

Che cos'è la rivoluzione?

Che cos’è la rivoluzione?…In questi giorni si torna con la mente alla Rivoluzione francese, che si festeggia il 14 luglio, giorno della presa della Bastiglia. Ma la rivoluzione francese non è solo la Bastiglia, la ghigliottina e Robespierre. Quello che è accaduto in Francia nel 1789 era un nuovo modo di concepire la vita sociale, la politica, il ruolo delle persone all’interno di tutto questo. Forse la Rivoluzione francese è stata quella che più ha influenzato i successivi due secoli ed è stata madre delle altre rivoluzioni avvenute nel mondo. Ma che cos’è la rivoluzione? Personalmente ritengo la rivoluzione un processo sociale che ha bisogno quindi della forza di ogni singola persona per poter evolvere ed esplodere. D’altro canto sembra indissolubile il fatto che ogni rivoluzione abbia bisogno i suoi simboli e i suoi leader in cui riconoscersi. Ma una rivoluzione non nasce dall’oggi al domani, è frutto di anni di idee, di venti che cambiano, di pensieri e di avvenimenti, ma soprattutto di persone. La rivoluzione russa è esplosa nel 1917, ma se ne son viste le prime schermaglie già nel 1905. Ci sono rivoluzioni lunghe e corte, alcune che coinvolgono un gruppo di persone, una nazione, un continente, un intero modello sociale. Quello che si può dire con certezza è che la rivoluzione è sinonimo di cambiamento. Oggi cambiano molte cose in modo molto rapido, ma che poi non portano lontano dalla situazione precedente, la modificano di facciata, ma non ne cambiano la sostanza. La rivoluzione è un cambiamento di sostanza, non di facciata, la rivoluzione lascia il segno, la rivoluzione a volte fa male, scombussola, distrugge e rinnova.
40 anni fa, nel 1968, la rivoluzione culturale che ha sconvolto mezzo mondo non era solo quella dei pestaggi, dei banchi fuori dalle finestre e dei concerti..era un nuovo modo di voler affrontare la vita, la politica, le fedi e i rapporti sociali, in una società che si stava evolvendo e costruendo a modello di quella precedente la guerra. Quello del ’68 è un processo partito da lontano e che è esploso li, in quel momento e in quei luoghi perché era solo li e in quel momento che poteva scoppiare, non prima e non dopo.
Da 40 anni ormai non si parla di rivoluzione, nel senso romantico del termine, ma neanche sotto l’aspetto tecnico e concreto si può dire di aver potuto assistere in un altro tipo di movimento rivoluzionario (se non quella di Bil Gates con la creazione del pc).
Secondo me però c’è qualcosa nell’aria, la mercificazione dell’uomo, del suo lavoro e del suo sapere è ormai ad uno stato avanzato e l’insofferenza cresce, forse un frutto ancora acerbo, ma che noi o le generazioni future dovremo essere pronti a cogliere, perché le rivoluzioni son come gli esami…non finiscono mai.

venerdì 20 giugno 2008

Un comunista al sole

Finalmente il sole, l'estate e il caldo! In questi giorni le radio stanno facendo girare la canzone di Venditti "Un comunista al sole". In questo periodo dove la sinistra arranca e i comunsti, quelli spensierati, sognatori, idealisti come me si trovano ad affornatare e a rapportarsi alla dura realtà capitalista ed individualista, questa canzone allegra e spensierata mi ha dato spunto a qualche riflessione.

Il comunista, che con la sua vecchia auto ammaccata parte verso il mare e la spiaggia, che odia dover pagare per potersi sdraiare sulla sabbia e cerca a suo rischio una via alternativa, è un po' sfigato e un po' eroe idealista, pronto ad affrontare il sistema a cui cerca di opporsi con la sua piccola disobbedienza.

"Non cambiare, tanto resterai sempre un sognatore" dice ad un certo punto il ritornello. I sogni non sono le spiagge, non si possono privatizzare, non sono posti al parlamento, non ce li possono togliere. I sogni sono nostri ed è giusto continuare a coltivarli. Il compagno Berlinguer diceva che noi comunisti siamo diversi dagli altri, anche a prendere il sole siamo unici perchè ci portiamo sempre dentro il nostro ideale e i nostri sogni che condividiamo assieme.

E allora cari compagni, andiamo verso la libertà di una giornata al sole, con la nostra ingenuità e i nostri sogni..non è molto, ma è nostro. Buona estate!!